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In tre minuti Plus:Trump vuole dichiarare la fine della guerra #iran

rassegna stampa di 3 minuti - stefano piazza
Donald Trump, nella sua visione strategica di politica estera, valuta seriamente la possibilità di dichiarare conclusa la “guerra” con l’Iran. Tale approccio non si riferisce a un conflitto militare convenzionale, bensì alla lunga e complessa fase di ostilità geopolitica, tensioni regionali e scontri indiretti che hanno caratterizzato le relazioni tra Washington e Teheran. L’intenzione è quella di segnare una discontinuità netta con le politiche passate, puntando su un mutamento radicale delle dinamiche in atto e ridefinendo il perimetro del confronto.
La chiave di volta di questa potenziale dichiarazione risiede interamente nell’intensificazione della pressione economica. L’amministrazione Trump si è affidata e intende continuare ad affidarsi a un regime di sanzioni stringenti e mirate, con l’obiettivo esplicito di strangolare le finanze iraniane e limitare la capacità del regime di finanziare le proprie attività nucleari e il suo network di milizie proxy nella regione. L’obiettivo finale è costringere Teheran allo smantellamento del suo programma nucleare e alla rinuncia a ogni ambizione di egemonia regionale, evitando un confronto militare diretto che potrebbe destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente.
Questa strategia, sebbene promettente per alcuni e rischiosa per altri, solleva interrogativi cruciali sulla sua effettiva efficacia. La storia recente ha dimostrato la resilienza del regime iraniano di fronte alle avversità economiche prolungate. Dichiarare la fine di un conflitto basandosi unicamente sulla coercizione finanziaria non garantisce una vera de-escalation, ma sposta il campo di battaglia, rendendo più imprevedibili le reazioni di un attore come Teheran, tradizionalmente restio a cedere sotto pressione esterna. Resta da vedere se questa mossa condurrà a una pace duratura o a una nuova fase di tensione latente e più subdola.
