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In tre ⏰ minuti:“Preti contro il genocidio": corteo contro Israele e il silenzio su Hamas #vergogna

rassegna stampa di 3 minuti - stefano piazza
A Roma ha sfilato il corteo “Preti contro il genocidio”, un’iniziativa che ha visto ecclesiastici e attivisti marciare con un sudario simbolico, destinato a evocare la sofferenza dei bambini di Gaza. La manifestazione, come evidenziato dai manifesti e dalla retorica adottata, si è concentrata sulla condanna delle azioni israeliane nella Striscia, invocando un immediato disarmo e la cessazione delle operazioni militari. La narrazione proposta mira a stigmatizzare unicamente la risposta di Israele, dipingendola come un’aggressione indiscriminata e genocida, e focalizzando l’attenzione sulle vittime palestinesi. Un aspetto indubbiamente tragico, ma che, presentato così, svilisce l’analisi complessiva.
L’analisi di tali eventi, tuttavia, non può prescindere da una valutazione più ampia e imparziale. Se da un lato è doveroso esprimere profonda preoccupazione per ogni perdita di vite innocenti, dall’altro appare inaccettabile il silenzio assordante sulla genesi del conflitto. Il corteo dei “Preti contro il genocidio” ha deliberatamente omesso qualsiasi riferimento agli efferati attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre, che hanno dato il via all’attuale escalation. Questo palese squilibrio narrativo mina seriamente la credibilità dell’iniziativa. La richiesta di “disarmo” è unilaterale e priva di significato in un contesto di autodifesa, soprattutto quando non viene accompagnata da una condanna altrettanto ferma verso Hamas. È in questo silenzio complice, su chi ha innescato e alimenta la violenza, che risiede la vera “vergogna” di simili manifestazioni.
