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L’asse delle sanzioni aggirate: la Cina alimenta la resilienza militare di Russia e Iran
In tre ⏰ minuti: Cina, Russia e Iran: l’asse che aggira le sanzioni

rassegna stampa di 3 minuti - stefano piazza
L’emergere di un asse geopolitico tra Cina, Russia e Iran sta ridefinendo gli equilibri internazionali, ponendo una sfida diretta ai regimi di sanzioni occidentali. Questo allineamento, sempre più strutturato, non è casuale ma risponde a una precisa volontà di mitigare l’impatto delle misure punitive e rafforzare la propria autonomia strategica. Il motore di questa cooperazione è la necessità condivisa di aggirare le restrizioni economiche e tecnologiche imposte da Stati Uniti ed Europa, creando un sistema alternativo di scambi e influenze.
Le dinamiche di tale asse si concretizzano in scambi vitali. La Cina, ad esempio, rappresenta il principale acquirente del petrolio iraniano, un canale essenziale che permette a Teheran di sostenere la propria economia nonostante l’embargo. Parallelamente, si osserva un flusso crescente di tecnologie dual-use e componenti critici per la produzione di droni, spesso provenienti dalla Cina e dalla Russia verso l’Iran, alimentando le capacità militari di quest’ultimo. Mosca, a sua volta, beneficia di forniture iraniane e di un sostegno economico indiretto, chiudendo il cerchio di una reciprocità vantaggiosa per i tre attori.
Questo consolidamento trilaterale non è solo una questione economica, ma un chiaro segnale di ricalibrazione geopolitica. L’asse Pechino-Mosca-Teheran mina l’efficacia delle sanzioni come strumento di pressione internazionale, creando un’economia parallela e rafforzando la capacità di resistenza dei paesi sotto embargo. La sua espansione e la crescente sofisticazione delle sue operazioni rappresentano una preoccupazione significativa per la stabilità globale, richiedendo una profonda riconsiderazione delle strategie occidentali di contenimento.
