
Hormuz chiuso dall’Iran: salta la tregua in Libano, Israele bombarda Hezbollah
Accordo Israele-Libano, duro colpo all’Iran: Hezbollah minaccia di bloccare l’intesa

L’intesa firmata a Washington ridisegna gli equilibri del Libano: Israele manterrà la zona di sicurezza fino al disarmo di Hezbollah, mentre l’Iran vede messo in discussione uno dei suoi principali avamposti strategici. Ora l’attenzione è tutta rivolta alla risposta di Teheran.
Venerdì, a Washington, Israele e Libano hanno sottoscritto uno storico accordo quadro destinato a ridefinire gli equilibri lungo il confine settentrionale dello Stato ebraico. L’intesa rappresenta anche una pesante sconfitta strategica per l’Iran, che per anni ha utilizzato Hezbollah come principale strumento di pressione contro Israele e come pilastro della propria proiezione di potenza nel Levante. La firma è avvenuta nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza del Segretario di Stato americano Marco Rubio. A siglare l’accordo sono stati anche l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, e l’ambasciatrice libanese a Washington, Nada Hamadeh Moawad. Prima della cerimonia, Rubio ha definito l’intesa un risultato storico. “Siamo lieti di annunciare questo accordo tra Libano e Israele. Entrambi i Paesi meritano un futuro diverso dopo anni di sofferenze causate da interferenze esterne”, ha dichiarato. L’accordo arriva al termine di quattro giorni di negoziati nella capitale statunitense. Secondo Channel 12 News, il Memorandum d’intesa (MoU) definisce una nuova architettura di sicurezza lungo il confine israelo-libanese e individua come obiettivo strategico l’eliminazione dell’influenza iraniana dal Libano. Il testo stabilisce che Israele manterrà la propria presenza nella cosiddetta Linea Gialla fino al completo disarmo di Hezbollah e fino a quando lo Stato libanese non sarà in grado di esercitare pienamente la propria sovranità sul territorio. “Ci ritireremo solo quando Hezbollah non rappresenterà più un fattore militare e politico in Libano”, ha spiegato un alto funzionario israeliano. “Israele manterrà il diritto di intervenire contro qualsiasi minaccia.” L’intesa prevede inoltre un progetto pilota che consentirà il progressivo ritiro delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) da alcune aree del Libano meridionale, dove subentreranno le Forze Armate Libanesi (LAF), inizialmente affiancate da personale militare statunitense. Le aree interessate saranno due: una situata a sud del Litani e completamente esterna alla Linea Gialla, l’altra collocata a nord del fiume e comprendente una limitata porzione della nuova zona di sicurezza.
Un lungo processo negoziale e le parole di Benjamin Netanyahu
Un alto rappresentante della diplomazia israeliana ha definito la firma dell’intesa “il risultato di un lungo processo negoziale” tra Stati Uniti, Israele e Libano, sottolineando come il nuovo quadro trilaterale sia stato concepito per creare le condizioni di una stabilità duratura. Secondo il funzionario, Israele manterrà la propria zona di sicurezza fino a quando Hezbollah e tutte le altre organizzazioni terroristiche presenti in Libano saranno completamente disarmate. Le IDF conserveranno inoltre piena libertà operativa per neutralizzare qualsiasi minaccia. A rafforzare ulteriormente il messaggio politico dell’accordo è intervenuto il primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha diffuso una dichiarazione video registrata prima dell’inizio dello Shabbat e pubblicata successivamente, una scelta inconsueta riservata agli annunci di maggiore importanza. “Come sapete, abbiamo condotto a Washington lunghi negoziati tra Israele, Libano e Stati Uniti. Oggi questi negoziati hanno dato i loro frutti”, ha dichiarato il premier. Netanyahu ha indicato come principale risultato il mantenimento della presenza israeliana nella zona di sicurezza del Libano meridionale. “Israele rimane nella zona di sicurezza. È un risultato fondamentale e manterremo questa presenza finché Hezbollah non sarà disarmato e non rappresenterà più una minaccia per lo Stato di Israele.” Il premier ha poi posto l’accento sulla portata geopolitica dell’accordo. “Questo è un duro colpo anche per l’Iran. Teheran voleva costringerci a un ritiro unilaterale dal Libano meridionale. Invece Israele, Libano e Stati Uniti stanno dicendo chiaramente: non sono affari vostri. L’Iran non ha alcun ruolo in Libano, così come non lo hanno Hezbollah e le altre organizzazioni terroristiche.”
La rabbia di Hezbollah
Netanyahu ha inoltre spiegato che il Memorandum consentirà alle Forze Armate Libanesi di assumere progressivamente il controllo di due aree pilota individuate su indicazione delle IDF. “Continueremo a mantenere la zona di sicurezza originaria al di fuori della portata dei missili anticarro, impedendo l’accesso sia a Hezbollah sia alla popolazione civile. La sicurezza di Israele viene prima di tutto”, ha concluso. Le dichiarazioni del premier israeliano confermano che il Memorandum non rappresenta soltanto un’intesa sulla sicurezza del confine settentrionale, ma anche un tentativo di ridisegnare gli equilibri strategici del Libano, sottraendo progressivamente il Paese all’influenza della Repubblica Islamica. La reazione di Hezbollah non si è fatta attendere. Il movimento sciita ha respinto con fermezza l’accordo firmato a Washington. Il deputato Hassan Fadlallah, intervistato dall’emittente Al-Mayadeen, vicina all’organizzazione, ha sostenuto che il governo libanese non sarà in grado di applicare quanto sottoscritto senza provocare una guerra civile sostenuta dagli Stati Uniti.Secondo Fadlallah, i colloqui di Washington rappresentano anche un tentativo di sabotare il percorso negoziale promosso dal Pakistan. “Senza Hezbollah non si farà nulla”, ha dichiarato. Il parlamentare ha inoltre accusato Benjamin Netanyahu di “negoziare con se stesso”, sostenendo che l’attuale governo libanese sarebbe privo della legittimità costituzionale necessaria per imporre sul terreno gli impegni assunti. “Qualunque decisione prenderà il governo, noi la bloccheremo. Continueremo a difendere la nostra resistenza e le nostre armi”, ha affermato Fadlallah, ribadendo che Hezbollah non consentirà l’attuazione dell’accordo. La durissima presa di posizione del movimento sciita conferma come il Memorandum colpisca direttamente gli interessi strategici dell’Iran. Per oltre quarant’anni Hezbollah ha rappresentato il principale strumento attraverso cui Teheran ha esercitato la propria influenza militare e politica in Libano e nel Mediterraneo orientale. Un accordo che punta esplicitamente al disarmo dell’organizzazione e al rafforzamento dell’autorità dello Stato libanese costituisce quindi una delle più pesanti sconfitte geopolitiche subite dalla Repubblica Islamica negli ultimi anni. La vera incognita riguarda ora la risposta di Teheran. Resta da capire se il regime iraniano sceglierà di limitarsi alla condanna politica oppure tenterà di sabotare l’intesa attraverso Hezbollah e gli altri gruppi armati dell’Asse della Resistenza. La firma di Washington segna una vittoria diplomatica per Israele e Stati Uniti, ma sarà la reazione dell’Iran a determinare se questo accordo potrà trasformarsi in una reale svolta per la sicurezza del Libano e dell’intera regione.
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