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Drone straniero abbattuto in Lettonia: la NATO fa decollare quattro caccia

Quattro velivoli da combattimento dell’Alleanza Atlantica sono stati mobilitati venerdì all’alba dopo che un aeromobile senza pilota non identificato aveva oltrepassato i confini aerei della Lettonia. L’episodio alimenta i timori per le sempre più frequenti conseguenze oltrefrontiera del conflitto russo-ucraino. Le autorità lettoni non hanno stabilito da dove provenisse il dispositivo. Il ministero della Difesa ha tuttavia collegato lo sconfinamento alle interferenze elettroniche generate dalle forze russe. Un alto rappresentante del governo ha precisato che i resti non sono ancora stati recuperati e che sarebbe prematuro formulare ipotesi definitive sulla sua origine. Secondo quanto comunicato dall’Alleanza, l’apparecchio è stato neutralizzato da un Eurofighter dell’Aeronautica italiana. All’operazione hanno partecipato anche un secondo jet italiano e due aerei militari turchi. Sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione l’accaduto. Nelle regioni militari occidentali, Mosca impiega sistemi capaci di alterare o bloccare i segnali di navigazione, con l’obiettivo di contrastare gli attacchi ucraini a lunga distanza. Queste contromisure avrebbero provocato diversi episodi nei quali mezzi senza pilota di Kyiv, dopo aver perso la rotta, sono penetrati accidentalmente nei cieli degli Stati confinanti appartenenti alla NATO. Durante l’estate simili sconfinamenti hanno assunto una frequenza quasi settimanale. La situazione preoccupa i Paesi alleati, che temono possibili iniziative russe — intenzionali oppure indirette — finalizzate a verificare la capacità di reazione dell’organizzazione. I governi baltici considerano inoltre l’eventualità che Mosca possa impiegare velivoli ucraini catturati per simulare un’aggressione e attribuirla a Kyiv. Per questo motivo stanno intensificando la protezione di strutture strategiche, fra cui centrali energetiche e impianti per la distribuzione del gas.Secondo diversi comandanti occidentali, la Federazione Russa ricorrerebbe regolarmente anche ai propri droni per individuare vulnerabilità nei sistemi difensivi europei. Il generale Carsten Breuer, alla guida delle forze armate tedesche, ha descritto una crescente attività russa nella cosiddetta area intermedia fra pace e guerra, destinata a indebolire istituzioni e governi europei.
La mano di Mosca
Gli apparati informativi americani ritengono inoltre probabile un coinvolgimento di Mosca nell’invio di un dispositivo dotato di esplosivo, trovato nei pressi di un cargo ucraino all’interno di uno scalo della Germania orientale. Il responsabile tedesco degli Affari interni ha definito l’avvenimento un salto significativo nella gravità della minaccia. Le interferenze russe impediscono ai mezzi ucraini di utilizzare correttamente la guida satellitare. Quando perdono l’orientamento, questi possono essere trascinati dalle correnti atmosferiche oppure proseguire lungo percorsi programmati in precedenza, senza raggiungere gli obiettivi situati sul territorio russo.Affrontare apparecchi fuori controllo e, contemporaneamente, le operazioni ostili attribuite al Cremlino comporta un notevole dispendio di mezzi e denaro per l’Alleanza. Utilizzare caccia o missili contro dispositivi economici e costruiti in grandi quantità genera infatti una forte sproporzione nei costi. Il giorno precedente, aerei alleati avevano seguito alcuni velivoli senza equipaggio penetrati nei cieli della Romania, in prossimità della frontiera ucraina. L’organizzazione militare non aveva indicato a quale Paese appartenessero.
Gli altri incidenti e il piano di Putin per testare la compattezza della Nato
Incidenti analoghi hanno coinvolto tutti e tre i Paesi baltici. Le autorità locali li hanno ricondotti alle attività russe di disturbo elettronico e, in più occasioni, hanno invitato gli abitanti delle aree di confine a cercare riparo. Nel mese di maggio, un jet rumeno aveva distrutto un apparecchio sopra il territorio estone. Ventiquattr’ore più tardi, un altro mezzo diretto verso Vilnius aveva provocato l’attivazione delle sirene nella capitale lituana. A marzo, Tallinn aveva confermato l’impatto di un drone ucraino contro un impianto energetico nella zona orientale dell’Estonia, non lontano dal porto russo di Ust-Luga, allora bersaglio di operazioni condotte da Kyiv.
Nello stesso mese, il governo ucraino aveva presentato le proprie scuse alla Finlandia dopo la caduta di due dispositivi nella parte sud-orientale del Paese. Anche in quel caso, Kyiv aveva indicato come causa più plausibile le alterazioni dei segnali provocate dalla Russia. A rendere il quadro ancora più delicato contribuiscono le manovre con cui Mosca cercherebbe di valutare l’efficienza delle difese alleate. Droni e ordigni teleguidati potrebbero infatti apparire come mezzi accidentalmente fuori rotta, rendendo difficile distinguere un errore da una provocazione deliberata. Il primo abbattimento di apparecchi russi sopra uno Stato dell’organizzazione risale al settembre dell’anno precedente. In quell’occasione Varsavia denunciò diciannove violazioni nell’arco di una sola notte. Le autorità polacche sospesero le operazioni nei principali aeroporti e affermarono che il rischio di uno scontro diretto non era mai stato così elevato dalla conclusione del secondo conflitto mondiale. Nel luglio successivo, un ordigno da crociera proveniente dalla Russia precipitò nella zona orientale della Polonia. Con ogni probabilità era destinato a colpire un obiettivo ucraino situato a circa novantasei chilometri di distanza. In base alle analisi degli organismi d’intelligence degli Stati Uniti, riportate dalla stampa americana, Vladimir Putin potrebbe infine decidere nei prossimi anni di verificare la compattezza dell’Alleanza attraverso un’azione militare circoscritta contro uno dei suoi aderenti.
