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Non Stop News RTL102.5 (21 Marzo 2026)
Colombia: Indagine USA su Gustavo Petro: sospetti fondi del narcotraffico nella campagna del 2022

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal (WSJ), le autorità statunitensi stanno esaminando la possibilità che fondi legati al narcotraffico siano stati utilizzati per sostenere la campagna elettorale del 2022 del presidente colombiano Gustavo Petro. La verifica, riferiscono fonti informate sui fatti, è ancora in corso e coinvolge diversi organismi investigativi federali. Petro, ex guerrigliero della sinistra colombiana, negli ultimi mesi ha avuto tensioni politiche con l’amministrazione di Donald Trump, soprattutto in relazione alle operazioni statunitensi contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga tra Caraibi e Pacifico. Gli oppositori del presidente colombiano hanno più volte sostenuto che la sua campagna elettorale fosse stata finanziata con denaro proveniente dal narcotraffico, accuse che Petro ha sempre respinto. Le fonti citate dal WSJ indicano che gli investigatori statunitensi stanno valutando l’ipotesi che risorse derivanti dal traffico di cocaina partite dalla Colombia possano essere transitate attraverso Venezuela e Messico prima di essere convogliate verso gli Stati Uniti. Un ulteriore filone dell’indagine riguarda l’eventuale utilizzo di proventi del narcotraffico per l’acquisto di oro estratto in Venezuela, e forse anche in Colombia, che sarebbe stato successivamente destinato a sostenere la campagna elettorale.
Tra le organizzazioni criminali finite sotto la lente degli inquirenti figurerebbe, secondo le stesse fonti, la Nuova Marquetalia, gruppo composto da ex membri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). L’organizzazione opererebbe tra Colombia e Venezuela sotto la guida di Luciano Marín, noto come Iván Márquez, e sarebbe stata legata al regime venezuelano.L’inchiesta coinvolgerebbe anche procuratori federali dei distretti di Manhattan e Brooklyn, già impegnati in importanti procedimenti sul narcotraffico colombiano. Gli investigatori stanno verificando l’eventuale esistenza di contatti tra ambienti criminali e la campagna elettorale di Petro, con l’obiettivo di accertare se siano stati offerti sostegni in cambio di consenso politico. L’indagine, avviata sulla base di elementi raccolti anni fa, è ancora lontana da una conclusione. Il presidente colombiano, che non potrà ricandidarsi alle prossime elezioni ma sostiene un candidato attualmente favorito nei sondaggi, ha respinto con decisione le accuse. In un messaggio pubblicato sui social ha affermato: «Non esiste alcuna indagine sui miei presunti legami con narcotrafficanti, perché non ho mai avuto contatti con loro. Al contrario, ho dedicato parte della mia vita a denunciare i rapporti tra i più potenti trafficanti e la politica».
La vicenda rischia di riaprire le tensioni tra Washington e Bogotá, che sembravano essersi attenuate dopo l’incontro alla Casa Bianca del 3 febbraio. In quell’occasione Trump aveva parlato di un colloquio positivo con Petro, nonostante settimane prima lo avesse duramente criticato accusandolo di favorire il traffico di cocaina verso gli Stati Uniti. Il bilancio dell’azione del governo colombiano contro il narcotraffico resta controverso. Da un lato, l’esecutivo ha impiegato l’esercito per colpire laboratori e infrastrutture della produzione di droga; dall’altro, la produzione di cocaina in Colombia ha raggiunto livelli record, complice l’aumento della domanda globale, mentre le coltivazioni di coca continuano a espandersi, secondo i dati dei ricercatori antidroga delle Nazioni Unite. La Drug Enforcement Administration non ha voluto commentare l’indagine, mentre gli uffici dei procuratori federali coinvolti non hanno risposto alle richieste di chiarimento. In Colombia, le polemiche sulla presunta infiltrazione di fondi illeciti nella campagna di Petro si erano già intensificate nel 2023, quando il figlio Nicolás Petro è stato incriminato per arricchimento illecito e riciclaggio, con l’accusa di aver ricevuto denaro da narcotrafficanti. Nicolás Petro si è dichiarato non colpevole e il presidente ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento. Le difficoltà della fallimentare strategia di «pace totale» promossa da Petro per disarmare i gruppi armati hanno alimentato ulteriori critiche. Secondo alcuni funzionari statunitensi, questa politica avrebbe favorito l’espansione delle organizzazioni criminali. Nell’ottobre scorso, il Dipartimento del Tesoro americano ha adottato misure restrittive nei confronti del presidente colombiano e della sua famiglia, congelando beni e limitando gli spostamenti, sostenendo che l’approccio adottato avrebbe consentito ai cartelli della droga di rafforzarsi.
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