
UN DRAGONE SOTTO L’ARTICO (Panorama 21.01.2026)
Cocaina nascosta nella motrice: maxi sequestro a Massa Carrara e il ruolo dell’Italia nelle rotte dei cartelli sudamericani

Oltre un quintale di cocaina ad altissima purezza, occultata nella motrice di un autoarticolato con targa straniera, è stato sequestrato dalla Polizia di Stato di Massa Carrara. In manette è finito un cittadino rumeno, fermato dopo una sosta ritenuta sospetta nella zona industriale a ridosso dello stadio cittadino, un’area già attenzionata dalle forze dell’ordine per una serie di furti ai danni dei mezzi pesanti. Il controllo del camion e del conducente è scattato proprio per la presenza anomala del mezzo in un punto sensibile. Fin dai primi accertamenti documentali, l’autista ha mostrato un’evidente agitazione, fornendo spiegazioni confuse e contraddittorie sulla sua sosta, nonostante dichiarasse che il carico di fertilizzanti fosse diretto in Puglia. Un nervosismo che ha convinto gli agenti ad approfondire le verifiche.
Determinante è stato l’intervento di un’unità cinofila specializzata nella ricerca di stupefacenti. Il Pastore belga Malinois in servizio ha segnalato con decisione un interesse anomalo per il veicolo, indirizzando gli operatori verso un’ispezione più approfondita. Le ricerche hanno così portato alla scoperta del carico illecito: nella motrice, nascosti tra il rivestimento interno e la carrozzeria, erano stati abilmente occultati 100 panetti di cocaina, per un peso complessivo superiore a un quintale. Una tecnica di occultamento sempre più diffusa, che sfrutta spazi modificati o ricavati artigianalmente all’interno dei mezzi pesanti, spesso difficili da individuare senza controlli mirati e strumenti specialistici. Rivestimenti smontabili, doppi fondi, intercapedini metalliche e vani ricavati nella motrice consentono di trasportare quantitativi ingenti di droga senza alterare visivamente il carico dichiarato. Un modus operandi che conferma l’elevato livello di professionalizzazione delle reti criminali coinvolte. Secondo le prime stime investigative, la cocaina sequestrata avrebbe avuto un valore di almeno tre milioni di euro sul mercato all’ingrosso e sarebbe stata destinata a rifornire le piazze di spaccio del Nord-Ovest. Un quantitativo che, una volta tagliato e distribuito al dettaglio, avrebbe potuto generare profitti di gran lunga superiori, alimentando l’economia sommersa legata al narcotraffico.
L’operazione di Massa si inserisce in un quadro più ampio che vede l’Italia al centro delle rotte europee della cocaina proveniente dal Sud America. Le indagini internazionali confermano come i grandi cartelli sudamericani – in particolare colombiani e, sempre più spesso, organizzazioni criminali brasiliane – utilizzino il sistema portuale e logistico europeo come porta d’ingresso privilegiata per lo stupefacente destinato al mercato continentale. I carichi arrivano via mare, nascosti nei container, per poi essere smistati su gomma attraverso una rete di trasportatori, corrieri e intermediari.Negli ultimi anni, sequestri di proporzioni eccezionali hanno confermato questa dinamica. Nel 2024, al porto di Gioia Tauro, sono state intercettate oltre due tonnellate di cocaina occultate in container provenienti dal Sud America, uno dei più grandi sequestri mai effettuati in Europa. Nello stesso anno, a Livorno, sono stati scoperti più di 500 chilogrammi di droga nascosti in un carico di legname, mentre a Genova i controlli su container refrigerati hanno portato al rinvenimento di centinaia di chili di cocaina purissima. Accanto ai porti, anche la rete stradale e autostradale del Centro e Nord Italia svolge un ruolo strategico. Camion e autoarticolati diventano l’anello finale di una catena logistica che collega i porti italiani alle principali direttrici europee, con destinazioni in Francia, Svizzera e Germania. Un sistema che sfrutta la libertà di circolazione all’interno dell’area Schengen e rende indispensabile un coordinamento sempre più stretto tra le forze di polizia dei diversi Paesi. È proprio su questo fronte che il sequestro di Massa assume un valore che va oltre il singolo arresto. L’operazione conferma l’importanza dei controlli su strada, dell’impiego di unità cinofile e della cooperazione informativa tra autorità nazionali ed europee per intercettare i flussi di droga prima che raggiungano le piazze di spaccio. In un contesto in cui i cartelli sudamericani investono sempre più risorse nel mercato europeo, il rafforzamento delle attività di intelligence, dei controlli logistici e della collaborazione transnazionale resta una priorità strategica per la sicurezza del Paese e dell’Unione europea. Su disposizione del Pubblico Ministero, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo arrestato è stato trasferito presso la casa circondariale di Massa, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Un arresto che rappresenta un tassello significativo nella lotta a un traffico globale che continua a evolversi, adattandosi ai controlli e sfruttando ogni vulnerabilità del sistema logistico europeo.
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