
Non Stop News RTL 102.5 – 11 luglio 2026

Non Stop News RTL 102.5 18 luglio 2026
Israele elimina un comandante di Hamas coinvolto nella prigionia degli ostaggi: prosegue la caccia ai miliziani della Nukhba

Le IDF e lo Shin Bet hanno annunciato l’uccisione di Anas Mahmoud Ahmed Hamdan, ritenuto una figura chiave nella gestione degli ostaggi israeliani a Gaza e collaboratore dei vertici militari di Hamas. Intanto continua l’operazione di individuazione dei responsabili dell’attacco del 7 ottobre: migliaia di miliziani dell’unità d’élite Nukhba sono stati identificati e oltre la metà sarebbe già stata neutralizzata.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), insieme allo Shin Bet, hanno annunciato di aver eliminato Anas Mahmoud Ahmed Hamdan, comandante di compagnia della Brigata Khan Yunis di Hamas, in un attacco aereo condotto nella zona di Khan Yunis. Secondo le autorità israeliane, Hamdan era una delle figure più importanti coinvolte nella gestione degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza e rappresentava un obiettivo prioritario delle operazioni di intelligence. Le IDF hanno ricordato comeHamdan abbia avuto un ruolo centrale nella custodia degli ostaggi sequestrati durante l’attacco del 7 ottobre 2023. Ha partecipato direttamente alle procedure di trasferimento dei prigionieri tra i diversi siti di detenzione e seguito le fasi dei rilasci avvenuti nell’ambito degli accordi negoziati tra Israele e Hamas. Inoltre, sarebbe stato incaricato di documentare con video e fotografie le operazioni di rilascio, materiale successivamente utilizzato dall’organizzazione per finalità propagandistiche. Secondo l’esercito israeliano, il comandante ucciso collaborava da anni con alcuni dei più importanti vertici dell’ala militare di Hamas, tra cui Mohammed Deif e Rafaa Salameh. La sua vicinanza ai massimi dirigenti del gruppo gli avrebbe consentito di assumere un ruolo di primo piano sia nella pianificazione operativa sia nella protezione della leadership militare dell’organizzazione.
Le autorità israeliane hanno ricordato inoltre che Hamdan era coinvolto nella detenzione di ostaggi già prima dell’attacco del 7 ottobre. In particolare, il suo nome viene collegato al caso di Avera Mengistu, il cittadino israeliano trattenuto nella Striscia di Gaza per oltre un decennio dopo aver attraversato autonomamente il confine nel 2014. Negli ultimi mesi, sempre secondo le IDF, Hamdan aveva ripreso un’intensa attività operativa occupandosi dell’addestramento di nuovi combattenti di Hamas e della pianificazione di attacchi contro le forze israeliane impegnate nella Striscia di Gaza e contro obiettivi civili in Israele. Per questo motivo veniva considerato una minaccia diretta per le truppe impegnate nelle operazioni terrestri e la sua eliminazione è stata ritenuta un obiettivo di alto valore.Per Israele, la morte di Hamdan rappresenta un risultato significativo nella campagna militare contro Hamas, poiché avrebbe contribuito per anni a sostenere e proteggere i dirigenti dell’organizzazione ritenuti responsabili dell’attacco del 7 ottobre.
Contestualmente prosegue la vasta operazione di intelligence avviata dallo Shin Bet per rintracciare tutti i membri dell’unità Nukhba, le forze speciali delle Brigate al-Qassam che, secondo Israele, guidarono l’assalto contro il territorio israeliano. Le autorità affermano di aver identificato circa 5.000 miliziani grazie all’analisi dei filmati registrati durante l’attacco, alle intercettazioni e alle informazioni raccolte sul terreno. Sempre secondo i dati diffusi da Israele, circa 2.700 di questi combattenti sarebbero già stati uccisi, compresi quelli morti durante l’offensiva iniziale del 7 ottobre, mentre altri 300 sarebbero stati catturati. Un’unità speciale dello Shin Bet coordina le attività di raccolta informativa per localizzare i responsabili ancora presenti nella Striscia di Gaza, avvalendosi anche delle informazioni ottenute da residenti palestinesi che collaborerebbero con i servizi israeliani. Le operazioni avrebbero registrato un’accelerazione nel giugno 2026, con un aumento degli attacchi mirati contro comandanti e militanti ritenuti coinvolti nell’organizzazione dell’offensiva del 7 ottobre. Secondo fonti israeliane, in diverse aree della Striscia la popolazione civile tenderebbe ad allontanarsi quando individua la presenza di membri di Hamas, comportamento interpretato come il timore di possibili raid mirati. Nelle stesse ore dell’operazione contro Hamdan, Israele ha inoltre annunciato l’uccisione di Nahad Riad Abdel Rahim Arooqi, indicato come comandante del battaglione Shati di Hamas, nell’ambito della strategia volta a colpire progressivamente la struttura di comando e controllo dell’organizzazione nella Striscia di Gaza.
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