
In tre ⏰ minuti: La Russia colpisce ai confini con Polonia
In tre ⏰ minuti: Grillo, per favore: resta sul divano #beppegrillo #movimento5stelle

rassegna stampa di 3 minuti - stefano piazza
Il Movimento 5 Stelle, nato dal «vaffa» di Beppe Grillo contro la “vecchia politica”, rappresentò una rottura senza precedenti. Promessa di trasparenza e partecipazione, seppe catalizzare il malcontento, proponendosi come alternativa radicale a un sistema percepito come logoro. La sua ascesa, culminata con l’ingresso in Parlamento e la partecipazione a governi, segnò tuttavia l’inizio di una metamorfosi che ne ha eroso l’identità anti-sistema originaria.
La parabola governativa del M5S è stata una sequenza di nette inversioni a U: dalla Lega di Salvini al Partito Democratico, fino al convinto sostegno all’esecutivo Draghi. Ogni passo ha allontanato il Movimento dalle sue radici, trasformandolo in una forza politica convenzionale, costretta a compromessi un tempo impensabili. In questo contesto, il ruolo di Grillo è mutato da leader a ‘garante’, spesso intervenendo con esternazioni dal tempismo discutibile, capaci più di generare turbolenze che di offrire una chiara direzione a una formazione in crisi identitaria.
Le sue recenti uscite, forse intese a ridare una scossa ideologica, finiscono per evidenziare la disorientante ricerca di una nuova collocazione al M5S. In un quadro politico già frammentato, l’influenza di Grillo rischia di rivelarsi più un ostacolo che un volano per la sua stessa creatura. Per la coerenza e il futuro del Movimento, sarebbe più opportuno che il ‘garante’ si limitasse a osservare da una discreta distanza, evitando interventi estemporanei che aggiungono solo incertezza.
